Le mille sfumature del vino rosato

Rosato del sud

 

A volte quando si prova un vino rosato si pensa ai rosati provenzali. La Provenza ha avuto il merito di aver fatto uscire il vino rosato dal groviglio enologico e di mercato in cui si trovava. E noi tutti, appassionati di vino, le siamo grati per le tante e varie possibilità di assaggi, che può offrirci!!

Oggi finalmente se ne parla anche in Italia e la richiesta del vino rosè è in continua crescita.

Il rosato è diventato un vino, un vino vero!

 Le sue gradazioni cromatiche sono moltissime, più del rosso e del bianco: rosa tenue, cerasuolo, chiaretto, ma anche rosa corallo, rosa salmone, rosa albicocca o cipolla ramata!

Un colore che deriva dalla macerazione delle bucce dell’uva rossa nel mosto per un tempo variabile. Tutto dipende da chi lo produce, dal vitigno di provenienza che può cedere più o meno colore e da quello che si desidera ottenere.

Al rosato non manca niente: vibrante acidità, sapidità, mineralità, potenziale di affinamento, ma anche tanto altro...

E della versione frizzante o spumante ne vogliamo parlare?

Può essere un vino di una bevibilità gioiosa e negli abbinamenti con il cibo, di una versatilità sorprendente. Laddove un vino bianco è troppo poco intenso, mentre un vino rosso lo è troppo, la risposta giusta potrebbe essere un vino rosato. Perché no!

Non rincorriamo più, con la nostra mente e con le nostre papille gustative, il vino rosato provenzale. Abbiamo tanti, inaspettati e sorprendenti vini rosati, prodotti in varie regioni della nostra bella e amata Italia.

Scopriamo insieme una parte di questo mondo: i rosati del sud Italia!

Nella mia memoria la storia del rosato appartiene alla zona di Cirò, anzi di Cirò Marina, e qui sicuramente c'è chi prosegue la tradizione della vinificazione del Gaglioppo in rosato. Francesco de Franco di 'A Vita è uno degli interpreti più attuali della tipologia. Alla sua tredicesima vendemmia sta evolvendo benissimo e il suo Cirò rosato esprime pienamente l'intima natura del vitigno.

Dalla Calabria alla Puglia il passo è breve e certamente il pensiero va a Leone de Castris, che in questi giorni si accinge a vendemmiare il Negroamaro, settantasettesima vendemmia destinata a rinnovare una delle storie più affascinanti del vino italiano, quella del “Five Roses”. Sicuramente il rosato italiano più noto al mondo, vino precursore della tipologia e che ha ancora tanto da raccontare!

Il rosato è un vino che si associa sempre all'estate e al consumo "in riva al mare" e subito mi viene da pensare alla vicina costiera amalfitana, dove grazie alla combinazione di uve tintore, aglianico e soprattutto piedirosso, abbiamo dei vini rosati di grande piacevolezza. A Vietri sul mare incontriamo "Le Vigne di Raito" con il Vitamenia, uvaggio di  piedirosso e aglianico, con poche bottiglie prodotte. Un rosato di bella intensità. Nel bicchiere richiama al colore della già citata "cipolla". Da gustare sulla terrazza dove Patrizia Malanga vi accoglierà per un aperitivo in questa stagione, anche solo con un paio di fichi appena colti da una delle piante che convivono in armonia nel  paradiso di biodiversità, che rappresenta quest'azienda agricola.

Proseguendo sulla costiera amalfitana. incontriamo a Tramonti Reale, Tenuta San Francesco e Apicella, solo per citarne alcune.

E più in là a Furore c'è Marisa Cuomo che completa la sua gamma di vini, con un magnifico rosato!

Spostandoci un pò più a sud della provincia di Salerno, troviamo San Salvatore. Giuseppe Pagano ha creduto moltissimo nelle potenzialità del vino rosè, in pochi anni il  "Vetere" è diventato uno dei più apprezzati della regione Campania. Quest'anno per celebrare il successo della sua etichetta, propone una bottiglia serigrafata in edizione limitata, una vera chicca per collezionisti.

Il Fric, il rosato frizzante da uve aglianico di Casebianche, va a concludere questa mia lista.

Per il momento spero di averti incuriosito sull'argomento rosato, ti aspetto alla prossima puntata, perchè la lista non finisce qui!

Si wine foto dei rosati